1965 · Mostre d'arte
Botta
a.b., 1965
«La sua opera nel periodo del primo dopoguerra, ha avuto una fase neocubista…»
Breve recensione della prima personale al Bilico: dal periodo neocubista del dopoguerra alle strutture metalliche.
Le testimonianze
Articoli, testi critici e cataloghi dal 1965 al 1978. Di ogni documento si vede la scansione originale, si legge la trascrizione e si scarica il file.
1965 · Mostre d'arte
a.b., 1965
«La sua opera nel periodo del primo dopoguerra, ha avuto una fase neocubista…»
Breve recensione della prima personale al Bilico: dal periodo neocubista del dopoguerra alle strutture metalliche.
1965 · Il Tempo
Vice, 1 marzo 1965
«Coerenti nella ricerca che le sostiene eppure diversamente interessanti, le sculture ferrigne e aspre di Stelvio Botta…»
Nota nella rubrica sulle gallerie romane: le sculture in profilati di ferro e ottone, la verticalità, il colore dato dalla fiamma.
1967 · Testo critico
Giuseppe Gatt, 1967
«Si può dire che sia la scultura delle linee di forza, distribuite sui campi di tensione puntualmente calcolati…»
Gatt legge la scultura di Botta come scultura delle linee di forza e dei processi costruttivi.
1967 · Testo critico
Elio Mercuri, 1967
«L’itinerario artistico e l’impegno umano di Botta possono così essere considerati esemplari, di una cultura che è sopratutto onestà e lavoro…»
Mercuri parte dalla crisi della scultura come monumento e presenta il lavoro di Botta come impegno umano e civile.
1967 · Testo critico
Italo Tomassoni, 1967
«Uno spazio che è concentrazione energetica, centro gravitazionale di forze governate da un principio captante di tipo meccanicistico…»
Tomassoni descrive la tecnica costruttiva: un nucleo verticale che attrae frammenti come un campo magnetico.
1967 · Il Messaggero
A.B., 1 febbraio 1967
«L'opera di scultura di Botta tende a un dinamismo esteriore, ma a un'esigenza…»
Recensione della mostra al Bilico: l'opera di Botta non come totem immobile ma come esigenza di struttura interiore.
1967 · Momento-sera
Lorenza Trucchi, 4 e 5 febbraio 1967
«Sculture da plein air integrabili ad una urbanistica autenticamente moderna…»
Trucchi nota lo schema costruttivo delle sculture, progettate graficamente come edifici.
1968 · Catalogo, Galleria Numero
Luigi Paolo Finizio, febbraio 1968
«Egli affonda il suo sguardo là dove la tecnica si dà più umile ma certo più vicina al nostro modo di incespicare nel mondo…»
Pieghevole della mostra di Firenze: testo di Finizio, elenco delle opere esposte, mostre precedenti.
1968 · L'Espresso
18 agosto 1968
«Le rette e le oblique non chiudono più una forma ma, nella rinuncia totale alla plasticità…»
Nota sulla mostra veneziana: dal realismo alle strutture in ferro, sempre più libere.
1970 · Ritaglio di giornale
Lorenza Trucchi, 1970
«Oggi la ricerca di Botta pur rimanendo rigorosamente legata a questo spirito architettonico, è diventata…»
Trucchi sulle due personali congiunte: la ricerca di Botta si è fatta più libera, quasi ambientale.
1970 · Universitary
M.T., 1970
«Può un tubo diventare un'opera d'arte? Ritratto di uno scultore…»
Ritratto dello scultore in due pagine, con tre fotografie di opere.
1975 · Volume
Corrado Maltese, 1975
«Si pone invece come modello: una struttura ripetibile ma conclusa, in bilico tra la materialità e l’astrazione…»
Doppia pagina di un volume: un brano del testo di Maltese e la fotografia di Struttura aperta.
1977 · Il Popolo
s.o., 29 luglio 1977
«La scultura di Botta ha acquistato, negli ultimi anni, una sorta di spicco monumentale senza che questo possa riferirsi…»
Recensione della mostra ad Artivisive: uno scultore appartato, il tondino di ferro come unico materiale.
1978 · Koinè
Corrado Maltese, Guido Montana, giugno 1978
«Un’atteggiamento umile, operativo, capace di selezionare l’idea costruttiva e adeguare a questa la scelta del materiale: il duro, compatto, primordiale ferro…»Guido Montana
«Nel Mare dei metalli dominato da una fauna e da una flora ferrigna Botta tesse e ritesse la sua pesante, fuligginosa, critica e mitica ragnatela…»Corrado Maltese
«Più che di costruttivismo di tipo razionale ed estetico, si può parlare di ricostruzione, attraverso il materiale e il reperto ferrigno, di una condizione umana, che ci coinvolge nella comune lezione esistenziale e nell'angoscia del finito…»Guido Montana
Quattro pagine della rivista: il saggio di Maltese, il testo di Montana e cinque fotografie di opere.